Da Motorelavoro.it
Cercasi Segretaria disposta a tutto per Agenzia di pr & Communication. Offresi lavoro a tempo indeterminato. Inviare cv con foto qualora interessata. No perditempo
Da Motorelavoro.it
Cercasi Segretaria disposta a tutto per Agenzia di pr & Communication. Offresi lavoro a tempo indeterminato. Inviare cv con foto qualora interessata. No perditempo
(Inaugurazione a.a. 2009/2010 Università Commerciale Luigi Bocconi)
Che dire. L'opinione di una che era lì con nel portafoglio il badge da impiegata dell'Insubria, il badge da studentessa della Statale e che aveva appena consegnato dei documenti per l'iscrizione a un master in Bocconi, forse non può che essere un po' aliena di base. Diciamo che la fidelizzazione è qualcosa che a livello accademico mi vien difficile, pare. La giornata stessa non è stata easy, avendo stimbrato alle 12.42 per prendere il treno delle 12.51 non si sa bene come e poi vagare di corsa per tutta Milano riuscendo a mangiare un panino solo sul treno di ritorno delle 19.
Direi, qualche flash sparso, tra luci e ombre e semplici ritratti:
- i problemi son gli stessi ovunque, anche se in forma diversa. Fuori dalla Bocconi, striscione disperato dei sindacati del personale tecnico-amministrativo "Siamo ECCELLENZA anche noi". Eloquente. Del resto anche lì una posizione del placement lo volevano affidare a un co.pro. di un neo-laureato umanistico. Di una statale.
- l'ospite d'onore era Pascal Lamy, direttore generale del WTO, ed era davvero lui. Alla luce di ciò le cinque camionette della polizia + una dei carabinieri + militari sparsi ma non in tenuta anti-sommossa appaiono misure da festa delle medie. La Moratti in seconda fila poteva fare Cappuccetto Rosso. In Statale a Scienze Politiche avrebbero dato fuoco a sei / sette macchine fuori dall'uni, occupato i palazzi circostanti nel raggio di 5 km e imbastito un rave no-stop in cortile. Come è lui? Freddo. Molto. Immagine rapace.
- gli incravattati eran più "gli anziani" tra prof. e personale amministrativo (qui vive una fauna diversa dalla nostra statale: loro sembrano bancari tristi) che i giovani, non troppi fighetti ma tutti ragazzi/e e ragazzini/e più o meno compunti. Impressioni? Sempre estreme, dall'immagine del ragazzino privilegiato ma motivato a fare tutto il possibile per arrivare alla famosa "eccellenza" all'idea di vittime del sistema, che li spreme tutti ben bene per poi sputarli sul mercato del precariato, stage gratuito a vita, cambia solo l'ente promotore
- operazione di marketing colossale, la cartella distribuita a ciascun partecipante pesava cinque chili, con all'interno la stampa del discorso del rettore e una brochure patinata a colori piena di fotografie sugli eventi accorsi in Bocconi negli ultimi 12 mesi
- ottima impressione il discorso del rettore, Guido Tabellini. In una parola: onesto. Ciò potrebbe apparire paradossale, anche alla luce del fatto che la loro prima rata ha prosciugato un terzo del mio conto in banca, ma ho apprezzato molto il tono del discorso e i contenuti sottolineati. Per intenderci: sembrava il direttore che fa un bel discorso sulla sua azienda e su quanto sono bravi, ma cerca di dimostrarlo con i risultati, appoggiandosi a slides di grafici e statistiche. Opinabili e markettare se si vuole, ma se non altro non c'era retorica, ma pragmatismo. E cazzo, vogliamo parlare della misurazione della produttività scientifica dei docenti? Non sto dicendo che non possa essere opinabile anche il metodo, basato sul numero di articoli pubblicati sulle principali riviste scientifiche, ma almeno è qualcosa
- non ci sono cazzi, per me che salto fuori dalla "Capital of Padania" (ma non si sa in giro, vero?) l'atmosfera è realmente internazionale. E non solo per i 1.271 studenti stranieri a tempo pieno, e per l'inglese nei corridoi, ma per l'approccio generale allo studio e alla ricerca. E questo è un valore aggiunto a priori, perché ti abitua ad avere una prospettiva aperta e non provincialistica
- se nel 2009 ad Harvard hanno preso in postdoc un Ph.D della Bocconi, tendo a pensare che presumibilmente un motivo possa esserci
- sul palco, oltre ai sei relatori i docenti più di rilievo: cinquanta uomini (contati ad uno ad uno), due donne. Teste bianche e grigie, professoroni in pompa magna, testosteroni a manetta: è così ovunque ai piani alti, dalle università alle aziende, ai Parlamenti. Finirà mai? Una contaminazione è possibile? E non venitemi a dire che "la famiglia è al primo posto", a meno che siate disposti ad ammettere che la presenza / assenza dell'uomo è del tutto irrilevante nella crescita di un figlio, salvo giurare il contrario in sede di divorzio e affidamento. La verità è che è tutto così comodo: la donna lavora fuori casa (otto ore al giorno zero crescita professionale, l'asino porta il carico ma non ruba l'avena), dentro casa (due ore), poi ci sono i figli perché "la figura materna è fondamentale". Io finirò zitella incarognita, ma piuttosto che farmi sopraffare da uomini immeritevoli (anche il migliore tende ad esserlo: non è una questione individuale ma culturale), divento un trans con laurea e master. Pare che a Milano guadagnino tra gli 800 / 1000 euro al giorno, con o senza laurea... però se hai una laurea in Marketing puoi segmentare meglio il mercato di riferimento :-)
In arrivo un evento imperdibile, in scena - manco a dirlo - venerdì 13 novembre 2009.
K & D, nelle personalità contorte (e nodose) di Kansch - Daniele Canci - e De Collibus - Francesco Maria De Collibus - in occasione della realizzazione dell'ultimo corto Die Klinik
PRESENTA
K&D PROJECTION NIGHT, una serata in cui verranno proiettati i corti più interessanti e visti dei due ex-giovani filmakers. Cortisonici Varese, Milano Film Festival, Pescara Film Festival, fino all'impareggiabile Cuveglio Film Festival: i due prodi non si sono risparmiati nulla. Prima visione assoluta per Die Klinik.
La serata si apre con un corto fantascientifico di 10' di Ernesto Ruota, in arte Ernest Wheel ovvero l'importanza di chiamarsi Ernesto. A seguire, una panoramica dei capolavori dei due Maestri, Kansch e De Collibus, regista & sceneggiatore, il Gatto & la Volpe, la Tenebra del Decadentismo & la Luce della Satira, il Culo & la Camicia: si passa da Whispers, videoclip musicale che nasce come clip di una canzone di Emanuele Caldara e cresce come variazione sul tema del Viaggio della Luna di George Méliès (per chi vede la cosa come troppo intellettuale, si ricordi che è stato girato in Valcuvia, nella Pineta Alta di Montegrino e dietro l'Inceneritore di Voldomino) e che potete vedere qui, fino a Song of War, corto di animazione precipitato nell'Inferno dei Cortisonici (proiettato nell'edizione 2007). Cambio di registro con le due Flash Animation sceneggiate dal sempiterno F. M. De Collibus, che anche se fa Maria di secondo nome e abita a Milano è più abruzzese di un arrosticino, e realizzate da Virginia "Jukuki" Campoluongo, ggiovane creativa di Pescara di cui qui non potete vedere il sito. Discussi e controversi, i due lavori mettono in scena con ironia due temi che più attuali non si può: il futuro dei giovani (La Scommessa) e l'eutanasia, ambientata... qualche millennio fa (Sia fatta la tua volontà). Si chiude alla grande con il Grande Inedito, corto di animazione mista in cui la computergrafica si sposa con la stop motion, per poi divorziare soppiantata da pixilation, silhouette e animazione tradizionale: DIE KLINIK. «Tutto ha il suo prezzo? O forse ciò che ha prezzo non vale niente?», questo l'arduo ed oscuro (in vari sensi) quesito.
Venerdì 13 novembre.
Inizio serata ore 21.30, Punto d'Incontro di Maccagno (Via Pietro Valsecchi 21, Maccagno).
Fatele i funerali di Stato, alla signora dei Navigli. Fatele quello che volete. Indite bandi, celebrate, commemorate, mettetele una targa alla memoria fuori dall'appartamento di cui anni fa le avevate sgomberato la soffitta, la soffitta piena di ricordi dove c'era la ruota della bici del marito, con cui lui di notte andava al lavoro. Il marito che decenni prima l'aveva fatta rinchiudere in manicomio, che lei aveva perdonato e a cui voleva ancora bene (ma sapeva di non amare: sono rimasti i "pazzi", a riconoscere la distanza tra l'affetto e l'amore?). E voi markettari, mandate in giro le sue foto nuda settantenne, in posa con la sigaretta in bocca, ormai un "marchio" di... trasgressione ma non troppo, trasgressione ma intellettuale perché in bianco e nero, citate "l'esperienza del manicomio" come se fosse una stagione poetica da antologia: lei riderebbe.
E riderebbe in faccia a tutti voi, nel momento in cui, rinchiusi nel privato, all'oscuro delle convenzioni e delle manifeste espressioni sociali, vi rendereste conto della pochezza di tutte le vostre certezze, della vostra solitudine integrata, vi fareste schifo da soli, leggendo la passionale, fisica, vera bellezza dei suoi versi.
A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
«Assolutamente ingiustificato questo allarmismo mediatico. L'influenza da virus H1N1 allo stato attuale ha un tasso di mortalità di meno della metà dell'influenza stagionale».
Non è un blogger dietrologo a dirlo ma Paolo Grossi, infettivologo dell’Ospedale di Varese e docente all'Insubria.
Guarda l'intervista video fatta da Byoblu, ripresa anche da VareseNews.
Domanda: sì, ma se il virus dovesse mutare? Risposta: non c'è. Ma di certo il vaccino prodotto dalle case farmaceutiche per l'attuale "suina" non avrebbe alcuna efficacia su un virus mutato. Ha efficacia, senz'altro, sul portafoglio dell'industria farmaceutica.
Che palle. Scrivo poco che ho talmente sonno che mi si chiudono gli occhi, e ho altri 25 milioni di cose da fare prima di finire questa giornata (consoliamoci: quella di domani sarà peggio). Volevo solo dire che non so come si faccia a stupirsi della negatività del mondo in cui viviamo: è già buona, data la gente che vi dimora.
Ieri ho scoperto che una ragazza di un gruppo che avevo incontrato sabato sera tornando a casa - erano seduti a un tavolo fuori da un locale, non li avevo visti, mi hanno chiamato e sono andata a salutarli - va in giro a dire che li avevo visti e ho fatto finta di non vederli apposta. Giorni fa, un gruppo di donne in un accesso di vittimismo collettivo si accaniscono in modo assurdo con il loro capo su una stagista debole e indifesa, non presente; gli errori c'erano, peccato che nessuno ha pensato che le si stavano dando responsabilità che non le competevano. Oggi facendo un commento su FB, poi diventato un mini botta e risposta che a me sembrava innocuo, l'interlocutrice si lamenta che "non si perde occasione per pretendere di insegnarle qualcosa" (io? a lei che non vedo da anni? cosa sei il centro del mondo?). Ho lasciato cadere il discorso per evitare conclusioni di cattivo gusto. Protagoniste, in tutti i casi, donne che trasudano negatività.
Sono piccole, piccolissime cose. Ma cazzo, a livello macro? Come fanno ad andar bene le cose? Io so solo una cosa: la negatività è contagiosa. Io, devo starle lontana, perché il nero è un vortice che ti inghiottisce. Ed è un vero peccato non rendersi conto di come buona parte della paranoia / pessimismo a tutti i costi sia composta di narcisismo (povero me, colpito dalla sventura e dal destino, odiato da tutti etc... sì? ma sai che forse in realtà tu sei indifferente a chi ti sta intorno? sarà questo che non riesci ad accettare?).
Ma se intossichi la tua prospettiva con il veleno della negatività, purtroppo prima o poi la realtà che ti sarai creato in questo modo ti darà ragione.

To make a prairie it takes a clover and one bee, One clover, and a bee. And revery. The revery alone will do, If bees are few.
(Emily Dickinson, 1755)
Enigma - Return to innocence
«... un'ultima domanda: valutate un eventuale possibile inserimento al termine dello stage?»
«Guardi, le vie del Signore sono infinite... comunque di sicuro non a breve termine, dobbiamo finire di licenziare un po' di gente...»
@ Il mio ottico è scappato con la 18enne commessa del negozio. Trent'anni, tranquillo fin troppo, apparentemente noioso e "topo da biblioteca" quattrocchi, ha piantato in asso i soci che stavano per cedergli l'attività, non prima di aver lasciato di sé altre malefatte che qui non citerò, se non la più divertente: ha distrutto tutti i filmati della videocamera di sorveglianza, tranne uno. In questo si vedono loro due che si appartano e si sbaciucchiano in un angolo del negozio. Chissà cosa succedeva negli altri.
@ In un posto di lavoro della provincia di Como che non citerò, anni fa (ma l'ho saputo l'altro ieri), in un sabato non lavorativo, un dipendente fu sgamato dal capo a scopare sulla scrivania dell'ufficio (aveva la chiave). Ebbe poi una sanzione disciplinare o qualcosa del genere: ma perché mai? Era solo una dimostrazione di quanto fosse affezionato al suo ufficio (a Como questo episodio è ormai leggenda).
@ Telefonata di richiesta info per un piccolo trilocale in affitto. Proprietario: «Per quante persone?». Telefonante: «Cinque». P.: «Guardi, in realtà per cinque persone è un po' piccolo...» T.: «Questo è affar mio, lo devo vedere io...». Certo, e se ti porti l'intera kasbah a distruggere un appartamento non è affatto affare del proprietario.
@ Sempre parlando di affitti, volevo giusto copiare/incollare annunci divertenti tratti da Bakeca.it per l'affitto di camere a Milano. Da “34 anni gay problematico nevrotico cerca coinquilini, no checche no mamme sostitutive” e una sfilza esilarante di dettagli e richieste, ad affitti a prezzi stracciati di singole sui Navigli, “per gente che non si fa problemi, in stabile pieno di stranieri” ( = sempre la kasbah di cui sopra), a ragazzo che affitta singola a soli 100 euro al mese a “ragazza open-minded, disponibile per compagnia serale”. Ma non posso: il famoso sito di annunci gratuiti, tra l'altro utilissimo, è stato oscurato ieri dalla Polizia postale per favoreggiamento della prostituzione.
@ Su Facebook esiste anche questo gruppo: «Preghiera: Madonnina dagli occhi buoni fai scoppiar tutti i gommoni!». 566 membri, accese ed "evolutissime" discussioni in bacheca. C'è anche quello che insulta "la zecca rossa" perché critica la posizione del gruppo, e ne denuncia la vigliaccheria: comunista 2.0 da scrivania, non avrebbe mai il coraggio di sostenere apertamente le sue idee davanti a lui e due/tre teste rasate amici suoi. Ma io vivo davvero in Italia?
@ Ci sarebbero altre situazioni e dinamiche vissute in prima persona anche più gustose (a gustarle hanno il triste sapore della desolazione, lasciamo perdere) ma non posso scriverle qui, e a dir la verità da nessun'altra parte: diciamo che alla fine avevo ragione io, ed è meglio diffidare sempre e comunque, di chiunque. Anche di chi in realtà ci si può fidare, perché a sua volta può essere stato illuso da qualcun altro.
@ Concludo questa carrellata di everyday nonsense rubando una frase citata su Facebook da una mia conoscente, che riferisce le parole di un suo collega di una redazione milanese: «Non so a che pagina devo scrivere e non so neanche chi sono».
Al lavoro, sto traducendo alcuni appunti in inglese che avevo preso alle conferenze del BIP Forum di Cernobbio. A un certo punto, in una lista che mette in contrapposizione valori opposti, al "careers, money and opportunism" si contrappone un certo "internal hopping". Traduzione di Babelfish: "luppolizzazione interna".
In pratica: se ci tenete a creare un clima sereno e collaborativo tra i vostri dipendenti, andate giù di birra :-)
Ps naturalmente la traduzione non è questa. Anche se tuttora mi sto chiedendo come si possa spiegare in italiano questa cosa qui.