sabato, 26 gennaio 2008
nologoE' stato terribile. Volevo scrivere di tutt'altro. Volevo indignarmi per l'inchiesta sulla Shock Economy di Naomi Klein (che voglio leggere). Volevo parlare di quanto mi stia piacendo No Logo (che sto leggendo). Poi sono capitata qui, e in uno speciale sulla globalizzazione, sotto a due recensioni di No Logo, ho visto che si potevano scaricare "no loghi per il cellulare". Esatto: il logo di "No Logo", per il seattliano convinto, indispensabile prima di partire per Genova (era prima del G8). E' stato terribile.
La stessa copertina di No Logo è un logo accattivante, nato per piacere. Nasce come antidoto al logo, ma finisce sotto la stessa logica commerciale. Sono tutti loghi, che combattono altri loghi. Niente e nessuno può restarne fuori.
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categoria:libri, disillusione
sabato, 26 gennaio 2008
Non sono i soldi. Non è l'ambiente sociale. Non è il colore della pelle. Non è il titolo di studio (anche se a volte suggerisce qualcosa). C'è una sola cosa che rende impossibile una vera storia d'amore tra un uomo e una donna (o due uomini e due donne). L'amore tra due persone che non hanno lo stesso livello culturale non esisterà mai. A meno che uno non accetti di essere dominato intellettualmente dall'altro. Sapere è potere.

Ps anche la disparità economica crea rapporti di potere. Ma a livello materiale. Qui, parlo di qualcosa che viene prima.

Pps Non so voi. A me, non mi comanda nessuno (errore grammaticale
voluto per creare iperbole ;-) )
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categoria:pensieri velenosi
sabato, 26 gennaio 2008
PapaEddai. Sdrammatizziamo per una volta. Chissà cosa voleva dire l'anonimo autore di questa mini-vignetta quando sui banchi dell'aula 4 di via Conservatorio l'ha disegnata, scrivendoci vicino "Meno Papa più asciugamani". Francamente sono rimasta delusa dalle polemiche che si sono susseguite in questi giorni. Per quanto mi riguarda, Benedetto XVI poteva pure venire a fare il suo discorso alla Sapienza (anzi, sarebbe stato molto meglio per tutti se l'avesse fatto, vista la disgustosa situazione che è venuta fuori). Ma il discorso è un altro. Il discorso è che nessuno glielo ha impedito: rinunciando, di fatto ha dimostrato ancora una volta un atteggiamento intellettualmente autoritario: se vengo a parlare io non mi dovete contestare. E per quale motivo, carissimo, se dici di venire in veste "laica" di studioso? E capita spessissimo che all'inaugurazione di un anno accademico ci siano contestazioni? Mussi e Veltroni sono stati ben contestati alla fine, da quei quattro gatti che c'erano. In più, una cosa del genere non sarebbe mai successa con Giovanni Paolo II. Quest'uomo sarà pure un raffinatissimo intellettuale, ma non ha la minima capacità di dialogare con l'opinione pubblica e con i media.

In fondo, è stato semplicemente il solito caso mediatico. Da novembre alla Sapienza si sapeva della lettera dei docenti di Fisica, ma nessuno ne aveva parlato prima che la pubblicasse Repubblica. Era loro diritto scrivere quella lettera, come pure diritto degli studenti mettere in discussione la visita del Papa. Ed è pura ipocrisia dire che rinunciando alla visita il Papa abbia dimostrato la sua volontà di non "dividere la comunità". Rinunciando hai rivestito i panni della vittima sacrificale, dando adito ad ancora più polemiche. Va beh. Potevate farlo venire a fare la sua "marchetta" alla Sapienza (perché anche qui si trattava della solita operazione di immagine portata avanti dal rettore, come quando regalano le lauree honoris causa; e gestita pure male, visto che all'inizio il rettore voleva pure fargli fare la lectio poi ha capito che era una cazzata), far entrare le parole da un orecchio e uscire dall'altro, e lasciar perdere. Perché poi io quando vedo i "No Vat" mi vien da ridere. Anche se in realtà c'è ben poco da ridere. 200 mila persone in piazza per difendere il Papa? Saremo noi a dover essere difesi dall'ingerenza della Chiesa, che nella politica italiana è quasi inquietante (bloccare una formula debole innocua come i dico?! rivedere la 194?! l'omosessualità una devianza della personalità? devo sentirmi male adesso o aspetto?).
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categoria:religione, attualità
mercoledì, 23 gennaio 2008
Non leggevo racconti così belli da tempo :-)

Storia

Quaranta

Trovati una sera, per caso, sulla blogosfera...

Scritti, per caso, da un Pensiero confuso, 4 anni fa...
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categoria:
lunedì, 21 gennaio 2008
Vivono involtolati nel loro nulla, paralitici d'inerzia. Per questo, ogni tanto, hanno bisogno di essere rivoltati nei loro giacigli di indifferenza, con scosse che sanno di scandalo, violenza e morbosa curiosità.

E' la prima volta che leggo un articolo prima sulla P. e solo DOPO su VN, visto che oggi sono stata in giro tutto il giorno. E mi è venuta la nausea. E stavo per scrivere di quanto sia disgustosa l'attenzione morbosa per certi particolari, il chiedere commenti alla madre di una ragazzina morta, l'intervista all'amichetta. Niente aggressiva invadenza, per carità. Solo sentimentalismo macabro d'accatto. Perché anche a me è capitato di dover fare una cosa del genere, e non ne capivo il senso. Non volevo farlo. Ma ho dovuto. Come tutti. Ed io ero lì, a fare foto a un funerale, e avevano perfettamente ragione quelli che mi guardavano male e dicevano "Via! Via!" perché non aveva alcun senso quello che stavo facendo. Fotografare cosa? E per chi? Per soddisfare la morbosità dei malati ed evitare la putrefazione delle piaghe?! Tu informa. Bene. Poi, te ne vai. E non rompi i coglioni. Hai detto che c'è stato un incidente, hai detto quello che c'è da dire per l'utilità pubblica, hai parlato dell'incidente, dell'omicidio, hai eventualmente aggiunto qualcosa per costruire una piccola storia minima. Bene. Poi basta. Poi ti eclissi. E non manchi di rispetto al dolore.

Poi ho letto questo articolo. E ho capito che la sensibilità, la delicatezza e l'umanità esistono. Ancora.
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categoria:gente, varese, varesenews
venerdì, 18 gennaio 2008
profilo
Questa non è una foto autobiografica. Questa è una foto simbolica. Sì perché proprio poco fa, mentre mi dispiacevo da morire per l'ordinanza del sindaco di Varese che sospende i concerti al Sancho Panza "perché la musica troppo alta disturba" (MA FATEMI IL PIACERE!!!), mi è venuto in mente che pure la foto del mio profilo - questa, appunto - è stata scattata lì. Era il 31 ottobre del 2006, ero vestita da strega ed ero con mia sorella e R.

Adesso non voglio fare la fanatica: non è che io lì vada tutti i sabati e se mi perdo un concerto muoio. Quella sera c'era un concerto strano, degli Evo, che in conclusione mi aveva fatto schifo. Ma non è questo il punto. Il punto è che NON E' POSSIBILE SOSPENDERE I CONCERTI NELL'UNICO LOCALE IN TUTTA VARESE CHE PROPONE UN'OFFERTA MUSICALE ORIGINALE. ALTERNATIVA. INDIPENDENTE. Solo perché qualche rompicxxxx si è lamentato per il volume della musica (allora, uno studio commissionato dal locale ha evidenziato alcuni problemi dell'insonorizzazione nel locale. Va bene. Ma chi ci è stato sa benissimo che il casino NON E' PARAGONABILE con quello di certi locali del centro).

E qualcuno dirà: ma quello è un covo di comunisti. Ma non c'entra un cxxxx. Anche a me dà fastidio un certo conformismo-ideologismo di certi ambienti di sinistra. Qui c'entra molto il fatto che questo locale - sicuramente appartenente a un certo ambiente, ben preciso - nel suo piccolo proponeva serate con gruppi musicali di qualità, non commerciali, rifiutando le cover band anche se "tirano". Proprio sabato scorso, mentre facevo la tessera di El Quixote per entrare al concerto di De André di cui ho parlato, c'era all'ingresso il presidente dell'associazione. Che, parlando del più o del meno, con la mia amica I. che citava alcuni musicisti che fan parte di cover band di rock degli anni '60 (adesso non mi ricordo il nome, ma cmq si tratta di gruppi abbastanza conosciuti, io non conosco molto il genere)... lui rispondeva: "Sì, mi ha chiamato X. ... sì, anche Y. ... ma sapete com'è, il nostro progetto privilegia i gruppi che presentano musica propria". Capito?! Non è anche questo fare cultura?! Sai quanto ci vuole a far venire la solita band che fa Vasco o Liga e ti tira dietro un sacco di gente e un sacco di consumazioni (che qui poi costan meno...). Basta. Sono dispiaciutissima. Anche perché, avendo la volontà, i problemi che ci possono essere fuori dal locale si possono risolvere. Ma non con un'ordinanza, tirata fuori così dal nulla senza discutere.
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categoria:musica, disillusione, varese
mercoledì, 16 gennaio 2008
valcuvia6

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.


valcuvia4


Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

 

valcuvia7


La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

 


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categoria:musica, valcuvia
lunedì, 14 gennaio 2008
Non ci sei più. Davvero. Quando vieni inghiottito dalle porte della metro, ti sfido a dimostrare di esistere. Quando anche l'ultimo è saltato sul vagone, hai attraversato uno star-gate. Rimane un corpo unico fatto occhi bassi, labbra corrucciate, sospiri frettolosi, giacche tirate e borse abbracciate. Sguardi ansiosi, diffidenti o rassegnati, anche se ti guardano non ti vedono: e anche tu riesci a vedere solo il te stesso che ti aspetta alla fermata, già pronto in attesa. Ma c'è chi non può scendere. C'è chi nel non-luogo della metro ha trovato la sua tana, il suo oscuro e umido rifugio di note. E così suona il violino o la chitarra, e ti sorride. Meglio: lui sorride a quello che crede tu sia. A volte può capitare che anche tu riesca a vederlo: ma non è lui quello che vedi, è un fantasma di convenzioni sociali. Perché lui è il rumeno, lo zingaro, il povero, il ladro, il disoccupato fannullone. Non è un musicista dell'orchestra nazionale ucraina. Scappato dal suo paese per motivi politici. Non può essere, perché sarebbe chiaramente inaccettabile.
Ma c'è un uomo che vive tra due mondi. Ha madre italiana, e padre cecoslovacco. Insomma, è un po' un Tonio Kroger, non sta né di qua né di là. Per questo suona. Per questo, forse, vede qualcosa in più. «Li ha conosciuti mentre suonavano canzoni tzigane in metropolitana per guadagnarsi da vivere.
Li ha seguiti vagone dopo vagone, li ha presi con sé e assieme a loro è arrivato a esibirsi davanti a Papa Wojtyla, in piazza San Pietro...». E' così che è nata la Roberto Durkovic e i fantasisti del metrò: da un artista che ha riconosciuto l'arte, e le ha saputo voler bene.

Sabato sera li ho visti suonare al Sancho Panza, e naturalmente è stato tutto tranne un concerto convenzionale :-) Arrivo in ritardo causa defunto radiatore della macchina di C., scendo nella cantina del circolino, in previsione di una serata tributo a De André (che io adoro... cmq guarda qui il programma dello scorso week-end)... mi aspettavo le canzoni più folk ri-musicate alla zingara. Invece è stato qualcosa di molto diverso. Voce, chitarre e fisarmonica si sono sfidate a colpi di puro virtuosismo. Magari Costantino, l'uomo della fisarmonica, a metà concerto spariva per andarsene a bere e tornava con l'occhio alcolico dopo decine di richiami di Roberto. Poi tornava. E sentivi che la musica delle chitarre si ricomponeva in un'armonia fantastica, come quando corri ad abbracciare un vecchio amico appena ritornato. Intanto, venivi ipnotizzato dai movimenti delle dita del chitarrista acustico: prendevano la rincorsa, fluide, nella loro velocità impazzita. Li guardavi e capivi che quello non era il lodo di suonare, era il loro modo di vivere. A loro agio, accarezzavano la loro musica.
Che bello. Che bella serata. Grazie :-)
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categoria:musica, amici, varese
sabato, 12 gennaio 2008




E' proprio il caso di dirlo... oggi pomeriggio mi è passato il mondo sotto casa. Tra pecorelle disciplinate, pecore trasgressive, asini outsider, cani iper-efficienti e automobilisti deficienti c'era una bella fetta di umanità, metaforicamente e non ;-)
Scherzi a parte è sempre carino vedere passare le greggi, io abito in mezzo ai campi per cui non è così raro che accada (non come nel triste capoluogo bosino, vedi qui) però ogni volta che succede corriamo subito tutti fuori casa per guardarcele. I cani da pastore sono troppo dei grandi, sono bravissimi a tenere le pecore (ok, è il loro lavoro e sono assunti a tempo indeterminato) e quando qualcuna tenta di sgarrare subito le mordicchiano i garretti o il muso e la riportano in pista...

Oggi non è mancato il tipico imbecille con il fuoco sotto al culo (quello con il camioncino blu) che non ha nemmeno aspettato che passasse il gregge (che veniva dalla direzione di Luino e per un po' è transitato sulla Provinciale) perché aveva fretta di fare chissà che cosa ed è andato avanti a passo d'uomo in mezzo alle pecore... Scemo. Non a caso, aveva la targa tedesca pare. Non meno stordito uno dei pastori cmq, che inizialmente era su un fuoristrada con rimorchio, poi però ha cercato di passare pure lui con le pecore che invadevano tutta la carreggiata e uscendo con le ruote sulla neve si è impantanato... è sceso bestemmiando e piantandolo lì, poi ce l'ha fatta a ritornare in strada (palma d'oro). Sono state un po' a brucherellare nel campo dall'altra parte della strada poi sono andate via, chissà dove...
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categoria:animali, gente, valcuvia
giovedì, 10 gennaio 2008
Nostalgia. Erano 4 anni fa, primavera del 2004. Serata saltata con quelli di Cabiaglio, anche lieve incazzatura. E così siamo finite, 5 donne in un pub, senza pensieri che non fossero starsene tra loro, divertirsi, bere qualcosa, farsi un giro a Luino. Serata finita a conoscere due pazzi semi-ubriachi, uno showman e un timido. Divertente. Proposta di prammatica: vi portiamo a casa noi. Risposta di prammatica: no grazie, abbiamo il passaggio. Che poi ci han dovuto portare a casa davvero, perché il padre di V., che doveva passarci a prendere - non parliamo di macchina ai tempi, tra l'altro avevo appena preso la patente - si era addormentato. E i due han pure dovuto fare due macchine. Chi l'avrebbe detto che lo showman avrebbe avuto una storia con una di noi, la più improbabile, e l'altro - dopo varie vicissitudini - sarebbe diventato  un amico da vacanze (vedi Roseto degli Abruzzi this year).

Oggi. Il Gambrinus non esiste più, ha cambiato nome. L. si è fidanzata per prima con un ex-compagno di Cobianchi del mio ex; è scomparsa della circolazione e adesso convivono a Varese vicino alla Brunella. V. convive, pure lei, ma a Caldana, con il 38enne; scomparsa dalla circolazione, ogni tanto si riesce a vedere che faccia abbia. D. è fidanzata con F.: so per certo che sta da lui nei week-end, ma per quello che ne so potrebbero anche essere andati a vivere insieme pure loro, tanto non la vediamo mai. Mia sorella, la più piccola, è fidanzata pure lei (ma non è certo una cosa definitiva... fidati e non ti illudere, cavaliere di Creva). Rimane la più vecchia delle cinque, quella che decideva, che teneva i contatti con Cabi, che amava la compagnia ma ci si incazzava come una iena, che adorava le tavolate, i locali grezzi e i circolini. Che perdeva la voce tutti i sabati perché faceva il maschiaccio mentre le altre facevano gli occhi da cerbiatto. Quella che non piange più, adesso, come quando rimaneva male, a volte, quando loro sembravano più egoiste che amiche. Per me non era un passare il tempo, prima che arrivasse il principe azzurro. A me, non me ne frega un cazzo del principe azzurro (soprattutto adesso che magicamente scopro che rifaccio lo stesso errore due volte. E' statistico, di ognuno faccio il bis). Ma adesso, mi sento seriamente sola. Sono arrivate nuove persone, anche più fidate. Ma tutto, adesso, sembra così uguale...
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categoria:ricordi, amici, disillusione