Il richiamo era in prima pagina ma tra gli allarmi sull'indulto quotidiano e la banda del Pigneto, “Il Papa benedice il clima nuovo della politica” sembrava piuttosto innocuo. Relativamente, s'intende. Vai a pagina 10 e ti vedi “Il Papa benedice il dialogo. Più soldi alle scuole cattoliche”. Chiaramente inizia a salirmi il nervoso e già volevo evitare di leggere tutto l'articolo, visto che me ne stavo sul bus nel mezzo del casino avevo una fame incredibile e volevo evitare di farmi del male. Alla fine sui tornanti di Grantola me lo sono letto lo stesso, e se la scelta per il viaggio di ritorno era tra leggere Repubblica – che è un po' scomodo – e andare avanti con Sistema scolastico e disuguaglianza sociale, il risultato è stato sorprendentemente lo stesso.
«In uno Stato democratico, che promuove la libera iniziativa, non sembra giustificarsi l'esclusione di un adeguato sostegno all'impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico», dice Ratzinger. Allora, sarò buona. Tu sei una libera iniziativa (appunto!), fornisci un servizio di qualità, ti fai pagare una quantità di soldi esorbitante per le rette (si parla di rette annuali che vanno dalle 2.500 alle 3.500 euro per le scuole, ovviamente escludendo le università). E quindi che cazzo vuoi ancora?! Il diritto all'istruzione è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, la scuola pubblica è un servizio gratuito dello Stato per garantire alla collettività di godere di questo diritto. E il problema cronico della scuola pubblica è la mancanza di fondi. Quindi, giustamente, che cosa dobbiamo fare?! Togliere i soldi alla scuola pubblica per andare a finanziare le private?!
Con questo non dico che non debba esistere il diritto di scelta. Se uno vuole andare dai salesiani che lo faccia: si faccia la sua analisi costi/benefici e si decida. Io avrei qualcosa da dire sul presunto valore aggiunto del privato, nel senso che ho sempre fatto le peggiori scuole pubbliche, dalle diroccate elementari di Rancio Valcuvia al Bronx delle medie di Cuveglio e quando sono arrivata al Cairoli per preparazione avrei potuto tranquillamente sputare in un occhio a tutti i vari ex-salesiani, ex-rosetum, ex sarcazzo (come direbbe mio nonno falegname se fosse qui, “è la qualità del legno”).
Ma il peggio viene dopo. «Sarebbe stimolante per tutti la competizione fra centri formativi», dice sempre Ratzinger. Formigoni aggiunge «Sul terreno dell'educazione, soprattutto, per garantire un futuro all'Italia è necessaria un'iniezione di qualità che si ottiene anche introducendo il principio di concorrenza». Scusa, ma stai male?! A parte il fatto che l'istruzione non è una marca di merendine da collocare sul mercato, anche se ultimamente soprattutto per le università sembra sia così ormai. Tu per migliorare il servizio pubblico già pericolante di per sé gli togli i soldi per finanziare i suoi concorrenti, e così lo incentivi ad alzare la qualità? Ma sei, scemo?! Lo stimoli ad andare a puttane, magari. Come si possa aumentare la produttività senza risorse, lo sai solo tu. O meglio, lo si sa: allora la scuola deve davvero trasformarsi in una ditta di merendine (e non c'è un cazzo da ridere, visto che a vedere in Usa le scuole e le università pubbliche sponsorizzate dalle multinazionali a me fa un po' rabbrividire, vedi ricerche di laboratorio insabbiate per discordanze con lo sponsor).
Come fanno a non girare i coglioni, cazzo. Come accennavo prima, consoliamoci: l'università pubblica non ha i soldi?! Chissenefrega. Aumentiamo la competitività creando corsi inutili-specchietto per le allodole, facendo operazioni di marketing, così attiriamo iscritti e arrivano le rate e i soldini... come accade in certe "prestigiose" uni private.







«La sua è una scrittura che diventa popolo. E' l'ultimo poeta epico, che ci racconta la memoria di lotta e di speranza del Cile». E' questa la motivazione dell'imprevedibile Nobel a
L'interesse del giovane Pablo verso la cultura nasce spontaneamente, anche se ricorderà con gratitudine gli insegnamenti della Mistràl: «Per me i libri furono come la selva in cui mi perdevo e in cui continuai a perdermi». Nel 1920 si imbarcherà in una vera e propria avventura: in un momento molto difficile per il suo paese, negli anni della crisi economica post-prima guerra mondiale e dei colpi di Stato, con masse vaganti di disoccupati, diventerà ambasciatore del Cile. Viaggerà in Oriente e poi in URSS, fino ad arrivare in Spagna, un paese che gli sarà molto caro anche per le numerose somiglianze con il suo paese di origine; qui frequenterà un gruppo di giovani intellettuali molto attivi, con Garcìa Lorca fonderà il circolo “Il cavallo verde”, e durante la guerra civile spagnola rifiuterà totalmente la dittatura, scegliendo la sinistra. In seguito si iscriverà al Pc cileno.
Triste la fine del poeta cileno. Dopo aver fatto campagna elettorale per Allende e averlo fatto vincere, conquista il Nobel e si ritira, malandato, sull'Isola Negra. Qui, dopo il colpo di Stato di Pinochet, le nuova moglie Matilde Urutria cerca di nascondergli la situazione. I funerali di Neruda saranno sorvegliati dalla polizia: chiunque vi partecipi, sarà sospetto di essere un sovversivo.
"Per il giovane lavoratore e per la giovane lavoratrice, per la coppia appena sposata, non c'è alcuna garanzia di una maturità serena e sazia, né di una vecchiaia dignitosa. Possono lavorare quanto vogliono, il loro futuro continuerà a essere incerto. E' solo una questione di fortuna, tutto dipende da cose su cui loro non hanno alcun controllo."
Non chiamatelo “Quello del dottor Zivago”, please. A sorpresa, per me che non lo conoscevo se non di nome,
Sarà solo tra il 1946 e il 1956 che si dedicherà al
Che cosa succede quando una donna sola è alla fermata ad aspettare il bus, verso sera? Vediamo. Non serve essere particolarmente avvenenti. Basta avere meno di 50 anni ed essere sotto gli 85 kg, apparentemente.
«Qual è la radice della democrazia? Può veramente la comunità garantire i diritti del singolo? Quale futuro attende chi si pone al di fuori dei confini etici e ideologici di una comunità civile? Chi vincerà, nello scontro tra individuo e polis?