Dopo 14 anni, muore Terre di Mezzo, lo storico giornale di strada di Milano in prima linea sui temi dell'informazione sociale (dal consumo sostenibile all'immigrazione, passando per il turismo responsabile). Dopo l'uscita dell'ultimo numero, la testata sarà disponibile solo on line, ma la sua morte ha già come prospettiva una rinascita, che è una vera e propria sfida: rinnovarsi diventando un vero e proprio street magazine di 52 pagine (vedi il nuovo sito), a colori e con più approfondimenti, attraverso la partecipazione diretta e diffusa dei suoi lettori, che diventano anche co-fondatori dal basso. Il nuovo progetto editoriale, infatti, potrà partire solo se verrà raggiunta la quota di 2.000 nuovi lettori, che potranno versare una quota a partire da 5 euro (mentre scrivo, siamo a quota 104, tra poco 105), comprando un "biglietto" virtuale per salire sull' "autobus" di Terre.Terre cambia e si rinnova, cambiando il suo modo di fare informazione in una realtà che non è più quella di 14 anni fa. Leggiamo sul sito: «La strada oggi è più affollata che mai da “strilloni” che distribuiscono gratuitamente i free press e fanno concorrenza alla nostra informazione “approfondita e a pagamento”. Ma sono cambiati anche i lettori: il sociale non è più “relegato alla cronaca nera”, se ne parla anche sui giornali e in tivù. Eppure crediamo si possa far meglio. Perché forse non basta raccontare i mali del mondo, occorre trovare delle alternative possibili».
Come d'obbligo per un progetto che parte dal basso e ha come potenziale risorsa la potenza dei social network, sul sito di Terre è possibile scaricare anche il kit della campagna, con i banner. Su Facebook c'è già un gruppo dedicato al nuovo progetto Terre di Mezzo Magazine.







Riesco a scriverne solo adesso, anche se è una cosa che mi sta molto a cuore e mi tocca direttamente...
Premetto che probabilmente questo post è ridondante visto che non so neanche se un contratto a progetto abbia il cosiddetto diritto allo sciopero, per cui tutto quello che sto per dire potrebbe rivelarsi altamente superfluo.
Sabato sera sono andata al Teatro di Varese a vedermi