Era da un po' che non andavo vagando per blog sulla rete. Stavolta è stato diverso. Stavolta - per caso - ho identificato perfettamente un blog anonimo, e oltre ad aver letto con piacere tante piccole storie (si dà il caso che l'autrice oltre ad avere una grande personalità sia dotata di un'ironia divertente) mi sono accorta per l'ennesima volta di quanto possa essere potente.
Molto più di un "diario sulla rete", di tante righe scritte messe in fila, di opinioni messe in vetrina sul web, di un nodo virtuale di una community eccetera eccetera. C'è che qui viene messa a nudo un'anima, un'identità, una personalità, quello che volete. Uno spiraglio sul retro che si sa da dove parte ma non si sa bene dove vada a finire, perché anche quando scrivi nel modo più distaccato possibile (non era questo il caso, ma non lo è nemmeno il mio a dire la verità) qualcosa di tuo ce lo metti. E lì rimane, e lì vaga in rete, in un viaggio potenzialmente infinito. Quando una persona è interessante, lo senti anche dal modo in cui mette la punteggiatura.
Quasi ovvio e ridondante ripetere che ne possono sortire effetti tutt'altro che desiderati - in questo io stessa penso di essere un esempio da non seguire - allo stesso modo chi sa dove cercare può trovare retroscena a dir poco inquietanti. E' forse ridicolo da dire, ma a leggere di una porcata commessa da una persona insospettabile sono rimasta talmente male che mi sembrava quasi fosse stata fatta a me. Che le persone non siano mai quello che sembrano è un'ovvietà quantomai banale. Ma a sentirtelo addosso come un cazzotto, anche se non l'han dato a te ma a un altro, è qualcosa di molto diverso.
Io vado avanti nel mio essere anti-sociale, fredda, distaccata e diffidente: la tipica valcuviana, se volete, che è l'estremizzazione della varesina chiusa. Tra l'altro noi siamo molto più boscaioli che bottegai come i nostri vicini varesini, e perciò ancor più selvatici. Il cinghiale non è cattivo, ma si difende.