lunedì, 02 novembre 2009

alda-meriniFatele i funerali di Stato, alla signora dei Navigli. Fatele quello che volete. Indite bandi, celebrate, commemorate, mettetele una targa alla memoria fuori dall'appartamento di cui anni fa le avevate sgomberato la soffitta, la soffitta piena di ricordi dove c'era la ruota della bici del marito, con cui lui di notte andava al lavoro. Il marito che decenni prima l'aveva fatta rinchiudere in manicomio, che lei aveva perdonato e a cui voleva ancora bene (ma sapeva di non amare: sono rimasti i "pazzi", a riconoscere la distanza tra l'affetto e l'amore?). E voi markettari, mandate in giro le sue foto nuda settantenne, in posa con la sigaretta in bocca, ormai un "marchio" di... trasgressione ma non troppo, trasgressione ma intellettuale perché in bianco e nero, citate "l'esperienza del manicomio" come se fosse una stagione poetica da antologia: lei riderebbe.

E riderebbe in faccia a tutti voi, nel momento in cui, rinchiusi nel privato, all'oscuro delle convenzioni e delle manifeste espressioni sociali, vi rendereste conto della pochezza di tutte le vostre certezze, della vostra solitudine integrata, vi fareste schifo da soli, leggendo la passionale, fisica, vera bellezza dei suoi versi.

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra

postato da: Sfabix alle ore 21:27 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    03 Novembre 2009 - 14:50
 
purtroppo è sempre così, e la cosa più triste è che queste mezze calzette si mettono ad intessere lodi e ricordi ora che lei non c'è più, solo per far vedere che partecipano al lutto, la gente dimostra solo di partecipare ai lutti, non tutti, solo quelli convenienti, ma nessuno partecipa alla vita...
Della Merini non avevo mai letto nulla, l'avevo solo vista ospite una sera al Chiambretti Night, e mi dispiace di non aver seguito la curiosità che mi era venuta di leggere qualcosa di lei prima, ma vorrei anch'io citare una sua poesia che giusto ieri ho visto e considero esplicativa riguardo il suo pensiero sui ricordi del passato


IL MIO PASSATO, Alda Merini

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
utente anonimo

#2    06 Novembre 2009 - 14:41
 
Bellissima la seconda poesia citata...ma anche quella del post. La sua più "significativa per me" la devo ancora trovare. Ma la troverò. Lu
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Hoffmann75

Commenti

categoria: