Il primo è il bellissimo catalogo della mostra "1948 e dintorni. Manifesti politici Immagini e Simboli dell'Italia repubblicana", realizzata dall'Istituto di Studi Superiori dell'Insubria Gerolamo Cardano, con il contributo del Comitato per il decennale dell'Università dell'Insubria (eh sì! compie dieci anni quest'anno :-) ) e dell'International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities. La mostra è carinissima, il cuore è l'infuocatissima campagna elettorale italiana del 1948 tra Dc e Pci, ma i manifesti spaziano anche dalla scelta tra repubblica e monarchia del '46 alle elezioni del 1953. L'ho trovata non solo interessante ma molto divertente... a leggere alcuni manifesti viene da ridere pensando all'ingenuità di certe immagini e slogan, nonostante la reale violenza del dibattito... bisogna vederli, una ventina sono ripresi dalla galleria fotografica dell'articolo di VareseNews che ho linkato sopra... cmq bellissimi tipo quello della Dc dove si vede un orso rosso con falce e martello, con uno scarpone e un piede nudo, che sta per saltare sull'Italia: "Attenzione! Il comunismo ha bisogno di uno STIVALE", quello del Pci dove si vede un rospo con sul dorso uno scudo crociato: "Non ingoiatelo! dovreste poi tenervelo sullo stomaco per 5 anni"... senza dimenticare le vignette di Guareschi per la Dc, dalla famosa "Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede Stalin no" alla disarmante "Contadini non votate per il Fronte! Lo stato comunista metterà il contatore anche alle vostre galline".
La mostra sarà nel salone di rappresentanza dell'Insubria (via Ravasi) fino al 20 giugno. Non mi esprimo sul fatto che il ragazzo che era lì alla mostra mi abbia detto che finora (dal 3 giugno giorno di apertura) la media giornaliera di visitatori sia di 8/9 persone... dove cazzo sono gli studenti dell'Insubria?! Tra l'altro questo è uno degli eventi per il decennale, ma la tengono aperta troppo poco tempo secondo me.
Il secondo libro, invece, è "MONDIALI 1951-2008 Un secolo di storia. Campioni e grandi imprese ciclistiche in terra varesina", scritto da due grandi giornalisti di Varese (Cesare Chiericati e Damiano Franzetti) e presentato proprio venerdì alla Palazzina della Cultura di via Sacco. Il libro, che è bellissimo e che invito tutti a comprare :-), al di là dell'approfondimento in occasione dei Mondiali di ciclismo, ha secondo me il merito di "umanizzare" uno sport e raccontarlo con passione attraverso le vite dei ciclisti che lo hanno praticato. Non è un saggio storico o un manuale tecnico, ma un racconto sportivo di gradevole lettura. Io devo ancora leggerlo tutto, lo sto sfogliando, ma da assoluta profana nonché assolutamente disinteressata a tutti gli sport di qualsiasi genere e specie trovo carino avvicinarsi ai Mondiali leggendo le storie e gli aneddoti dei nostri sportivi (lo ammetto, sono soprattutto questi che mi piacciono :-) zio ho appena visto che c'è anche l'episodio inedito di Coppi) facendo allo stesso tempo delle incursioni nella storia locale di casa nostra.







«La sua è una scrittura che diventa popolo. E' l'ultimo poeta epico, che ci racconta la memoria di lotta e di speranza del Cile». E' questa la motivazione dell'imprevedibile Nobel a
L'interesse del giovane Pablo verso la cultura nasce spontaneamente, anche se ricorderà con gratitudine gli insegnamenti della Mistràl: «Per me i libri furono come la selva in cui mi perdevo e in cui continuai a perdermi». Nel 1920 si imbarcherà in una vera e propria avventura: in un momento molto difficile per il suo paese, negli anni della crisi economica post-prima guerra mondiale e dei colpi di Stato, con masse vaganti di disoccupati, diventerà ambasciatore del Cile. Viaggerà in Oriente e poi in URSS, fino ad arrivare in Spagna, un paese che gli sarà molto caro anche per le numerose somiglianze con il suo paese di origine; qui frequenterà un gruppo di giovani intellettuali molto attivi, con Garcìa Lorca fonderà il circolo “Il cavallo verde”, e durante la guerra civile spagnola rifiuterà totalmente la dittatura, scegliendo la sinistra. In seguito si iscriverà al Pc cileno.
Triste la fine del poeta cileno. Dopo aver fatto campagna elettorale per Allende e averlo fatto vincere, conquista il Nobel e si ritira, malandato, sull'Isola Negra. Qui, dopo il colpo di Stato di Pinochet, le nuova moglie Matilde Urutria cerca di nascondergli la situazione. I funerali di Neruda saranno sorvegliati dalla polizia: chiunque vi partecipi, sarà sospetto di essere un sovversivo.
Non chiamatelo “Quello del dottor Zivago”, please. A sorpresa, per me che non lo conoscevo se non di nome,
Sarà solo tra il 1946 e il 1956 che si dedicherà al
Sempre per la serie “donne con le palle”. Siamo a fine Ottocento, nel pieno della delusione risorgimentale. Nuoro. Un'Italia arretrata e una Sardegna ancora più arretrata. Gli anni del Verismo e del Decadentismo. Una famiglia della borghesia intellettuale, hanno quattro figli di cui tre maschi, gli unici che vengono fatti studiare (e con risultati fallimentari). La bambina, l'unica a prometter bene, viene tolta da scuola in quarta elementare: è solo una donna. Grazia Deledda, premio Nobel per la Letteratura nel 1926, non ha nemmeno la licenza elementare. E in tutto questo, il consiglio è uno solo: «Sposati prima che si venga a sapere in giro che scrivi!!!». Cosa, naturalmente, disonorevole per una donna: se scrivi sei una disadattata sociale e non sei in grado di adempiere ai tuoi doveri di donna. La zia del VareseCorsi, come quando parlava della Mistral, era particolarmente veemente su questo punto, tant'è vero che alla fine mi sono lanciata in un piccolo sproloquio femminista ed eravam lì a guardarci come a dire “Tu m'intendi”.
Odore di vecchio, di polvere, di vissuto, pezzetti di vita che si mescolano senza essersi mai conosciuti, ora uno sull'altro in un coito casuale. Odore e non profumo, i ricordi non profumano, sono impregnati di chi li ha vissuti. "
E' stato terribile. Volevo scrivere di tutt'altro. Volevo indignarmi per l'inchiesta sulla