martedì, 24 novembre 2009

eracle al bivioEbbene sì, la sottoscritta valcuviana ha trovato una bellissima cameretta a Gratosoglio (quartiere Le Terrazze, più verso Abbiategrasso), dove si trasferirà da gennaio per iniziare questo master qui, rinunciando alla proroga di un anno del contratto. Quindi, 9 dicembre laurea, da gennaio Milano :-) 

Dopo - notevoli - travagli interiori, sono alquanto convinta e contenta della mia scelta ... e anche della mia location, visto che - a parità di prezzo - in giro a Milano si vede di tutto. Ieri sera in zona Romolo due 19enni potenziali affittuarie mi squadravano in una diffidente "pseudo-selezione", per una squallida singola arredata ... in cui c'era ancora da portare il letto! Più altre soluzioni più o meno "creative".

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categoria:milano
martedì, 10 novembre 2009

(Inaugurazione a.a. 2009/2010 Università Commerciale Luigi Bocconi

Che dire. L'opinione di una che era lì con nel portafoglio il badge da impiegata dell'Insubria, il badge da studentessa della Statale e che aveva appena consegnato dei documenti per l'iscrizione a un master in Bocconi, forse non può che essere un po' aliena di base. Diciamo che la fidelizzazione è qualcosa che a livello accademico mi vien difficile, pare. La giornata stessa non è stata easy, avendo stimbrato alle 12.42 per prendere il treno delle 12.51 non si sa bene come e poi vagare di corsa per tutta Milano riuscendo a mangiare un panino solo sul treno di ritorno delle 19.

Direi, qualche flash sparso, tra luci e ombre e semplici ritratti:

- i problemi son gli stessi ovunque, anche se in forma diversa. Fuori dalla Bocconi, striscione disperato dei sindacati del personale tecnico-amministrativo "
Siamo ECCELLENZA anche noi". Eloquente. Del resto anche lì una posizione del placement lo volevano affidare a un co.pro. di un neo-laureato umanistico. Di una statale.

- l'ospite d'onore era
Pascal Lamy, direttore generale del WTO, ed era davvero lui. Alla luce di ciò le cinque camionette della polizia + una dei carabinieri + militari sparsi ma non in tenuta anti-sommossa appaiono misure da festa delle medie. La Moratti in seconda fila poteva fare Cappuccetto Rosso. In Statale a Scienze Politiche avrebbero dato fuoco a sei / sette macchine fuori dall'uni, occupato i palazzi circostanti nel raggio di 5 km e imbastito un rave no-stop in cortile. Come è lui? Freddo. Molto. Immagine rapace.

-
gli incravattati eran più "gli anziani" tra prof. e personale amministrativo (qui vive una fauna diversa dalla nostra statale: loro sembrano bancari tristi) che i giovani, non troppi fighetti ma tutti ragazzi/e e ragazzini/e più o meno compunti. Impressioni? Sempre estreme, dall'immagine del ragazzino privilegiato ma motivato a fare tutto il possibile per arrivare alla famosa "eccellenza" all'idea di vittime del sistema, che li spreme tutti ben bene per poi sputarli sul mercato del precariato, stage gratuito a vita, cambia solo l'ente promotore

- operazione di marketing colossale, la cartella distribuita a ciascun partecipante pesava cinque chili, con all'interno la stampa del discorso del rettore e una brochure patinata a colori piena di fotografie sugli eventi accorsi in Bocconi negli ultimi 12 mesi

- ottima impressione il discorso del rettore,
Guido Tabellini. In una parola: onesto. Ciò potrebbe apparire paradossale, anche alla luce del fatto che la loro prima rata ha prosciugato un terzo del mio conto in banca, ma ho apprezzato molto il tono del discorso e i contenuti sottolineati. Per intenderci: sembrava il direttore che fa un bel discorso sulla sua azienda e su quanto sono bravi, ma cerca di dimostrarlo con i risultati, appoggiandosi a slides di grafici e statistiche. Opinabili e markettare se si vuole, ma se non altro non c'era retorica, ma pragmatismo. E cazzo, vogliamo parlare della misurazione della produttività scientifica dei docenti? Non sto dicendo che non possa essere opinabile anche il metodo, basato sul numero di articoli pubblicati sulle principali riviste scientifiche, ma almeno è qualcosa

- non ci sono cazzi, per me che salto fuori dalla "
Capital of Padania" (ma non si sa in giro, vero?) l'atmosfera è realmente internazionale. E non solo per i 1.271 studenti stranieri a tempo pieno, e per l'inglese nei corridoi, ma per l'approccio generale allo studio e alla ricerca. E questo è un valore aggiunto a priori, perché ti abitua ad avere una prospettiva aperta e non provincialistica

- se nel 2009 ad Harvard hanno preso in postdoc un Ph.D della Bocconi, tendo a pensare che presumibilmente 
un motivo possa esserci 

-
sul palco, oltre ai sei relatori i docenti più di rilievo: cinquanta uomini (contati ad uno ad uno), due donne. Teste bianche e grigie, professoroni in pompa magna, testosteroni a manetta: è così ovunque ai piani alti, dalle università alle aziende, ai Parlamenti. Finirà mai? Una contaminazione è possibile? E non venitemi a dire che "la famiglia è al primo posto", a meno che siate disposti ad ammettere che la presenza / assenza dell'uomo è del tutto irrilevante nella crescita di un figlio, salvo giurare il contrario in sede di divorzio e affidamento. La verità è che è tutto così comodo: la donna lavora fuori casa (otto ore al giorno zero crescita professionale, l'asino porta il carico ma non ruba l'avena), dentro casa (due ore), poi ci sono i figli perché "la figura materna è fondamentale". Io finirò zitella incarognita, ma piuttosto che farmi sopraffare da uomini immeritevoli (anche il migliore tende ad esserlo: non è una questione individuale ma culturale), divento un trans con laurea e master. Pare che a Milano guadagnino tra gli 800 / 1000 euro al giorno, con o senza laurea... però se hai una laurea in Marketing puoi segmentare meglio il mercato di riferimento :-)

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categoria:milano, universitĂ 
domenica, 30 novembre 2008
70Dopo 14 anni, muore Terre di Mezzo, lo storico giornale di strada di Milano in prima linea sui temi dell'informazione sociale (dal consumo sostenibile all'immigrazione, passando per il turismo responsabile). Dopo l'uscita dell'ultimo numero, la testata sarà disponibile solo on line, ma la sua morte ha già come prospettiva una rinascita, che è una vera e propria sfida: rinnovarsi diventando un vero e proprio street magazine di 52 pagine (vedi il nuovo sito), a colori e con più approfondimenti, attraverso la partecipazione diretta e diffusa dei suoi lettori, che diventano anche co-fondatori dal basso. Il nuovo progetto editoriale, infatti, potrà partire solo se verrà raggiunta la quota di 2.000 nuovi lettori, che potranno versare una quota a partire da 5 euro (mentre scrivo, siamo a quota 104, tra poco 105), comprando un "biglietto" virtuale per salire sull' "autobus" di Terre.

Terre cambia e si rinnova, cambiando il suo modo di fare informazione in una realtà che non è più quella di 14 anni fa. Leggiamo sul sito:
«La strada oggi è più affollata che mai da “strilloni” che distribuiscono gratuitamente i free press e fanno concorrenza alla nostra informazione “approfondita e a pagamento”. Ma sono cambiati anche i lettori: il sociale non è più “relegato alla cronaca nera”, se ne parla anche sui giornali e in tivù. Eppure crediamo si possa far meglio. Perché forse non basta raccontare i mali del mondo, occorre trovare delle alternative possibili».

Come d'obbligo per un progetto che parte dal basso e ha come potenziale risorsa la potenza dei social network, sul sito di Terre è possibile scaricare anche il kit della campagna, con i banner. Su Facebook c'è già un gruppo dedicato al nuovo progetto Terre di Mezzo Magazine.
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categoria:milano, web , attualitĂ 
giovedì, 14 agosto 2008
P-010297-00-2La Facoltà di Scienze politiche della Statale di Milano ha davvero creato la sua punta di diamante. Dall'anno accademico 2008/2009, in via Conservatorio ci sarà un nuovo corso di laurea magistrale:
Droit et politiques de l'intégration européenne.
Il corso, che è semplicemente una figata e l'unica cosa che mi trattiene dal correre a tentare di accedervi è che non so una parola di francese e non ho una laurea triennale adatta, è un master (inteso non all'italiana, è una vera e propria laurea magistrale) innovativo di respiro europeo e internazionale, per preparare realmente ad una carriera nelle istituzioni europee (non come certi corsi inutili di Relazioni internazionali).

I due anni si suddividono in quattro semestri, ognuno dei quali ha luogo in una diversa università europea: il primo semestre a Barcellona, il secondo a Milano o Montpellier, il terzo a Stettino (Polonia), il quarto in un'altra università europea a scelta. Lezioni in inglese e francese, of course. Per finire, stage in una sede diplomatica dell'Ue. Un vero e proprio corso "nomade", come lo definisce Repubblica in un bell'articolo. E alla fine dei due anni, ci si laurea in tutte e quattro le università frequentate.

Vedi il sito del Master europeo
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categoria:milano
martedì, 08 aprile 2008
fieraTorna "Fa' la cosa giusta", la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili organizzata da Terre di Mezzo. Ancora una volta, un modo per incontrare associazioni, gruppi di acquisto, botteghe del mondo, progetti di cooperazione, aziende agricole, agriturismi biologici, prodotti del commercio equo, testate di giornalismo sociale... insomma chi più ne ha più ne metta, tutti all'insegna di scelte di vita etiche.

L'anno scorso a Fieramilanocity c'erano qualcosa tipo 150 espositori, e alla fine i visitatori erano stati 28 mila. Molto carina, bel clima e belle persone, si scoprono un casino di cose. Quest'anno la sezione speciale è "dire, fare... ABITARE", dedicata al tema dell'abitare (a proposito, non c'entra niente cmq sul Corriere di oggi c'era un articolo su una comune ecologica in provincia di Cremona a Cingia de' Botti. Che figata, se mi va tutto a puttane prendo e vado a vivere in una di quelle di Bellinzona, ma lì proprio ti sparano se ti avvicini).

Quest'anno volevo andare a dare una mano - in fiera, non a quelli che sparano a Bellinzona - che è sempre divertente, ma come al solito mi sveglio all'ultimo momento e ormai era troppo tardi, tra l'altro stasera c'era l'incontro obbligatorio con i volontari... va beh, cmq ci vado sabato.
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categoria:milano
domenica, 17 febbraio 2008
laragazzadellagoBellissimo. Me lo sono guardata martedì scorso dopo le lezioni all'Apollo, per la rassegna Rivediamoli 2008 (spettacolo delle 13... costo del biglietto: 2.50!!!). Non ero triste, solo molto malinconica - anche se a dire la verità lo sono quasi sempre - e avevo voglia di fare qualcosa di bello. Mi piace molto andare al cinema da sola.
"La ragazza del lago" all'inizio sembra una fiaba di amore e morte, invece è qualcosa di molto diverso. Qualcosa di molto più torbido, che striscia tra segreti, malattia e vita di paese (che sarà anche stato ambientato in Friuli, ma durante le riprese nel paesino mi sentivo troppo a casa!). Ambientazione spettacolare. Toni Servillo fantastico. Dopodomani mi vado a vedere "La giusta distanza" di Mazzacurati :-)
Nel frattempo questo week mi sono letta Dolores Claiborne di King (l'aveva preso mia sorella alla Pulce) che è troppo una figata!!! Quell'uomo è un genio.
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categoria:cinema, milano
martedì, 05 febbraio 2008

Questa non me l'aspettavo. RP sta per Relazioni Pubbliche e il soggetto incriminato è proprio il mio prof. di Relazioni Pubbliche dell'anno scorso, nonché ex parlamentare, nonché vicepresidente di Assorel (l'associazione che riunisce le agenzie di relazioni pubbliche), nonché ingegnere, nonché imprenditore, tal Giuseppe Facchetti.
La storia me l'ha raccontata per caso un tizio simpatico lunedì in uni, sul web non c'è quasi niente a dire la verità, a parte questo file sulla storia della pubblicità che ho trovato su un settimanale che si occupa di comunicazione. Magari qualcuno più vecchio di me ne sa qualcosa?

Era il 1991. Governo Andreotti (il sesto o il settimo? boh). Il Ministero della sanità (con a capo il famigerato Francesco De Lorenzo, condannato nel 2001 a 5 anni e 4 mesi dalla Cassazione perché aveva incassato 9 miliardi di lire dal 1989 al 1992 da industriali farmaceutici. Ora è da qualche parte che fa volontariato per i malati di tumore) destina ben 28 miliardi di lire per una campagna di relazioni pubbliche per sensibilizzare sul tema dell'Aids: è di per sé una notizia, visto che le relazioni pubbliche in Italia iniziano a consolidarsi come una vera e propria disciplina solo a partire dagli anni Settanta. E' anche la prima volta che vengono indette due gare separate: una per la pubblicità e una, appunto, per le rp (ancora una prova dell'importanza che viene riconosciuta). Per la pubblicità, la spunta il famoso spot dell'alone viola.

Per le rp vince la gara la società Scr, del gruppo Shandwick. Ma c'è un problema: il vice presidente, Giuseppe Facchetti, è membro del Partito Liberale Italiano, proprio come De Lorenzo. Scoppia un casino, a partire da un'interrogazione parlamentare dei Verdi e del Pds. In realtà (come si legge qui  in un atto parlamentare) l'ad Di Scr, Marcello Di Tondo, avrebbe anche dato tangenti a De Lorenzo perché la campagna di rp (il doc del Senato però parla di “campagna pubblicitaria”. ? ) fosse affidata alla ditta Red Hard & Sharp (una controllata di Scr, penso).

A sua volta Scr denuncia a Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) e Assorel la Seci, una delle altre agenzia che avevano partecipato alla gara e sembrava essere dietro all'interrogazione (ma non mi dire!). Salta fuori un casino di proporzioni titaniche, anche giudiziario. Concluzione: Scr si dimette e viene pure sospesa dalla Assorel per un anno. Seci viene censurata. Nasce il primo decalogo per le gare pubbliche. Cmq, Facchetti durante il corso dava grande attenzione al concetto di responsabilità sociale dell'impresa :-)

Ps a proposito di Aids, figurati se per la pubblicità francese "L'Aids è una brutta bestia" non usavano un povero scorpione :-( tutti ci vogliono male :-( ma siamo velenosi e ci vendicheremo :-)

postato da: Sfabix alle ore 21:57 | Permalink | commenti
categoria:ricordi, milano
martedì, 08 gennaio 2008
Un giorno qualunque, primi giorni di saldi a Milano in corso Buenos Aires... Stordimento da pellegrinaggio in negozi uno più diverso dell'altro, dallo chic con luci basse, musica trendy e commesse fighe, al buco dove tutto è alla rinfusa e devi combattere con l'agguerritissima massaia per vedere le magliette... (Preciso, non mi piace proprio fare shopping, mi annoio. Ma non ho più niente da mettere, devo per forza comprare adesso che ci sono i saldi)

Ho visto S
che voi umani non potreste nemmeno immaginare. Ti avvicinavi alla maglietta/maglione di turno e la tua parte razionale ti sussurrava che sarebbe stato possibile entrarci in due persone, eppure erano small. Il bello viene quando la zelante commessa di turno ti si avvicina, le chiedi e ti fa: "Ma nooo questa è elasticizzata! Una volta messa si adatta alle forme del corpo!". Ma come fa ad adattarsi se ci ballo dentro?! I casi sono due: o determinata maglieria sfugge alle leggi della fisica, e quando la metti ti si restringe anche addosso fino a raggiungere le dimensioni volute (interessante!), oppure la tipa aveva capito male e credeva che il mio problema fosse l'eccessiva rotondità (c'entrano sempre le leggi della fisica. in questo caso quelle dell'ottica ). Perché poi non è normale che la taglia dei jeans che alla fine ho comprato sia la 38. Io non ho mica la 38! La 38 è per le anoressiche! E' tutta una manovra per far sentire la gente più magra si sa...

Io non credo nell'esistenza di Dio, e nemmeno della taglia unica. La gente è impazzita. Posso capire al mercato o un negozio di settima categoria, ma a quale scopo ti fai un bel negozio di marca media in Buenos Aires se di maglieria tieni pezzi che devono vestire da Puffetta alla Donna Cannone?! Ma daiii!!! Così finisce che non vanno a nessuna. E' un assioma, poi che le XS, quando esistono ovviamente, debbano:
a. essere finite
b. trovarsi al di sotto di una pila di "x maggiore di 20" L.

Non parliamo dei reggiseni. Perché alla Yamamay  questi graziosi indumenti se sono a balconcino partono dalla seconda. Quindi:
a. tali negozi sono al di fuori del sistema metrico decimale, vige un sistema di numerazione a base due e si conta 2 4 6 8 10
b. le donne con la prima non esistono
c. o non sono donne (va beh, in tempi di cambio di sesso può sorgere il dubbio...).
Anche qui la commessa gentilissima mi ha rassicurato dicendo che si trattava di misure "un po' strane", le seconde sono "piccole". Non commento, comunque sono uscita a mani vuote naturalmente (il bello è che per Natale - io e mia sorella ci facciamo il regalo con i saldi - volevo farmi regalare un completino intimo! Ma non c'è in giro niente sigh). Parlando di intimo, cmq, la medaglia d'oro va alla Benetton... c'è tutta una vasta gamma di fantasie con animaletti, mi han sorpreso i panda (bellissimo lo slip con un bel Panda fiero sul davanti che dice: "Come with me").

Tra l'altro scendendo dall'outlet della Benetton al terzo piano sulle scale mobili mi è venuto da ridere... Come al solito scendendo dò un'occhiata ancora ai vestiti esposti vicini, mi è venuto in mente adesso vedo qualcosa che mi piace cosa faccio mi metto a correre sulle scale al contrario... Poi ho abbassato gli occhi e vicino alla scala c'era scritto Thyssen, e mi è passato da ridere.

postato da: Sfabix alle ore 23:24 | Permalink | commenti
categoria:milano, ironia