giovedì, 12 marzo 2009

Una serata bellissima, intrisa di malinconica poesia. Canzoni ma anche riflessioni sull'attualità (vedi anche qualche stecca satireggiante qui). La più vera, e triste: dalle taverne di una volta, dove la gente faceva nottata a bere e confrontarsi, alle case di oggi, dove la gente è chiusa dietro la propria porta chiusa.

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categoria:musica, concerti, guccini, attualitĂ , varese
domenica, 22 febbraio 2009
Non ho visto Sanremo e non me ne frega niente. Tanto, guardarlo o non guardarlo non ci sarà mai niente di nuovo. Non mi interessa nemmeno commentare il vincitore: non riesce a interessarmi nemmeno quello.
In questa mia apatia generalizzata spicca la bellezza della canzone degli Afterhours, che chiaramente sono stati eliminati subito: ho trovato su Youtube qui la registrazione dell'audio di Sanremo. Stonata, senz'altro, ma mi domando come sia possibile non cogliere la genialità del testo, che è un grande calcio nelle palle all'Italia e agli Italiani, e cantato a Sanremo, la grande celebrazione collettiva dell' "italiano medio", acquista un senso in più. Contro il qualunquismo, l'immobilismo e il passivo criticare di tutti noi, affogati dalle distrazioni di massa populiste a "inseguire una cazzata", l'invito a "fare qualcosa che serva".
Senz'altro hanno avuto i coglioni.
Io comunque continuerò ad ascoltarmi la bellissima versione unplugged.
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categoria:musica, afterhours
martedì, 11 marzo 2008
robertoCiao gente, ne approfitto per fare un po' di pubblicità: venerdì 14 marzo, alle 22.30 al locale "All'una e trentacinque" di Cantù ci sarà il concerto di Roberto Durkovich e della sua mitica band tzigana (quella che ero andata a sentire al mitico circolino di Biumo, leggi qui).

Io non ci sarò, sarò a vedere i cortometraggi fatti da persone cattive... Cmq visto che mi siete simpatici ho scritto questo e un giorno che ho tempo chissà mai che ci scappi un'intervista con tante belle foto...
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categoria:musica
venerdì, 18 gennaio 2008
profilo
Questa non è una foto autobiografica. Questa è una foto simbolica. Sì perché proprio poco fa, mentre mi dispiacevo da morire per l'ordinanza del sindaco di Varese che sospende i concerti al Sancho Panza "perché la musica troppo alta disturba" (MA FATEMI IL PIACERE!!!), mi è venuto in mente che pure la foto del mio profilo - questa, appunto - è stata scattata lì. Era il 31 ottobre del 2006, ero vestita da strega ed ero con mia sorella e R.

Adesso non voglio fare la fanatica: non è che io lì vada tutti i sabati e se mi perdo un concerto muoio. Quella sera c'era un concerto strano, degli Evo, che in conclusione mi aveva fatto schifo. Ma non è questo il punto. Il punto è che NON E' POSSIBILE SOSPENDERE I CONCERTI NELL'UNICO LOCALE IN TUTTA VARESE CHE PROPONE UN'OFFERTA MUSICALE ORIGINALE. ALTERNATIVA. INDIPENDENTE. Solo perché qualche rompicxxxx si è lamentato per il volume della musica (allora, uno studio commissionato dal locale ha evidenziato alcuni problemi dell'insonorizzazione nel locale. Va bene. Ma chi ci è stato sa benissimo che il casino NON E' PARAGONABILE con quello di certi locali del centro).

E qualcuno dirà: ma quello è un covo di comunisti. Ma non c'entra un cxxxx. Anche a me dà fastidio un certo conformismo-ideologismo di certi ambienti di sinistra. Qui c'entra molto il fatto che questo locale - sicuramente appartenente a un certo ambiente, ben preciso - nel suo piccolo proponeva serate con gruppi musicali di qualità, non commerciali, rifiutando le cover band anche se "tirano". Proprio sabato scorso, mentre facevo la tessera di El Quixote per entrare al concerto di De André di cui ho parlato, c'era all'ingresso il presidente dell'associazione. Che, parlando del più o del meno, con la mia amica I. che citava alcuni musicisti che fan parte di cover band di rock degli anni '60 (adesso non mi ricordo il nome, ma cmq si tratta di gruppi abbastanza conosciuti, io non conosco molto il genere)... lui rispondeva: "Sì, mi ha chiamato X. ... sì, anche Y. ... ma sapete com'è, il nostro progetto privilegia i gruppi che presentano musica propria". Capito?! Non è anche questo fare cultura?! Sai quanto ci vuole a far venire la solita band che fa Vasco o Liga e ti tira dietro un sacco di gente e un sacco di consumazioni (che qui poi costan meno...). Basta. Sono dispiaciutissima. Anche perché, avendo la volontà, i problemi che ci possono essere fuori dal locale si possono risolvere. Ma non con un'ordinanza, tirata fuori così dal nulla senza discutere.
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categoria:musica, disillusione, varese
mercoledì, 16 gennaio 2008
valcuvia6

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.


valcuvia4


Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

 

valcuvia7


La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

 


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categoria:musica, valcuvia
lunedì, 14 gennaio 2008
Non ci sei più. Davvero. Quando vieni inghiottito dalle porte della metro, ti sfido a dimostrare di esistere. Quando anche l'ultimo è saltato sul vagone, hai attraversato uno star-gate. Rimane un corpo unico fatto occhi bassi, labbra corrucciate, sospiri frettolosi, giacche tirate e borse abbracciate. Sguardi ansiosi, diffidenti o rassegnati, anche se ti guardano non ti vedono: e anche tu riesci a vedere solo il te stesso che ti aspetta alla fermata, già pronto in attesa. Ma c'è chi non può scendere. C'è chi nel non-luogo della metro ha trovato la sua tana, il suo oscuro e umido rifugio di note. E così suona il violino o la chitarra, e ti sorride. Meglio: lui sorride a quello che crede tu sia. A volte può capitare che anche tu riesca a vederlo: ma non è lui quello che vedi, è un fantasma di convenzioni sociali. Perché lui è il rumeno, lo zingaro, il povero, il ladro, il disoccupato fannullone. Non è un musicista dell'orchestra nazionale ucraina. Scappato dal suo paese per motivi politici. Non può essere, perché sarebbe chiaramente inaccettabile.
Ma c'è un uomo che vive tra due mondi. Ha madre italiana, e padre cecoslovacco. Insomma, è un po' un Tonio Kroger, non sta né di qua né di là. Per questo suona. Per questo, forse, vede qualcosa in più. «Li ha conosciuti mentre suonavano canzoni tzigane in metropolitana per guadagnarsi da vivere.
Li ha seguiti vagone dopo vagone, li ha presi con sé e assieme a loro è arrivato a esibirsi davanti a Papa Wojtyla, in piazza San Pietro...». E' così che è nata la Roberto Durkovic e i fantasisti del metrò: da un artista che ha riconosciuto l'arte, e le ha saputo voler bene.

Sabato sera li ho visti suonare al Sancho Panza, e naturalmente è stato tutto tranne un concerto convenzionale :-) Arrivo in ritardo causa defunto radiatore della macchina di C., scendo nella cantina del circolino, in previsione di una serata tributo a De André (che io adoro... cmq guarda qui il programma dello scorso week-end)... mi aspettavo le canzoni più folk ri-musicate alla zingara. Invece è stato qualcosa di molto diverso. Voce, chitarre e fisarmonica si sono sfidate a colpi di puro virtuosismo. Magari Costantino, l'uomo della fisarmonica, a metà concerto spariva per andarsene a bere e tornava con l'occhio alcolico dopo decine di richiami di Roberto. Poi tornava. E sentivi che la musica delle chitarre si ricomponeva in un'armonia fantastica, come quando corri ad abbracciare un vecchio amico appena ritornato. Intanto, venivi ipnotizzato dai movimenti delle dita del chitarrista acustico: prendevano la rincorsa, fluide, nella loro velocità impazzita. Li guardavi e capivi che quello non era il lodo di suonare, era il loro modo di vivere. A loro agio, accarezzavano la loro musica.
Che bello. Che bella serata. Grazie :-)
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categoria:musica, amici, varese