Bene. Abbiamo fatto il V-Day. Entusiasmo pieno per la proposta di abolizione del finanziamento pubblico all'editoria e di abrogazione della maledettissima Gasparri. Sull'abolizione dell'Ordine dei Giornalisti, io ci sto. Però mi girano anche un po' le palle, visto che sono andata giusto il giorno prima alla sede di M. dell'Ordine – facevo il ponte ed era uno delle poche mattina disponibili che avevo – a finire la pratica di iscrizione e pagare gli ultimi soldi. Ladri, e pure bastardi. I famosi “100 euri” sganciati quando avevo portato tutta la documentazione, e per cui mi avevano rilasciato la ricevuta della “tassa di iscrizione”. Si scopre poi, ovviamente che quella non era la tassa di iscrizione ma la “tassa di ammissione”. Morale: se per qualche motivo il Consiglio non approvava indulgentemente ex cathedra la mia iscrizione, eran soldi persi. E ne ho dovuti pagare altri 100 come quota 2008. Che poi, non so a che cazzo mi servirà, fondamentalmente a niente. Lo faccio puramente per fare curriculum (e non servirà neanche a questo, nel call center in cui andrò a finire). Totale: spesi 384 euri. Comunque io il 25 aprile ero altrove, sul san Michele e mi sono divertita un casino (a breve le foto qui su Picasa).
Vorrei però aggiungere una nota polemica, già suggerita dall'autore di questo articolo, quando fa notare che sui cartelloni del V-Day non si parlava delle testate che non ricevono nemmeno un euro dallo Stato. Incazziamoci con la stampa finanziata, ma per favore: distinguo. Il rischio – ed è forte – è di scadere nella demagogia e nel qualunquismo. Finire per parlare come quelli che “i giornalisti sono tutti venduti”. Forse sarebbe il caso di capire anche che la "Casta dell'informazione" è fatta da pochi oligarchi, e in gran parte l'informazione viene fatta da poveracci precari e non tutelati da nessuno. Mi aspetto i forconi fuori dalle redazioni, meno male che io non c'entro :-)
Baroni
La verde non va, arrivo in tram facendo un giro allucinante in uni, a propormi per l'ennesima volta per una tesi con l'ennesimo relatore (ho cambiato idea per la terza volta): un po' sono io, un po' vedere come questi se ne sbattano è avvilente. Conclusione di questa volta: devo contattare il suo assistente perché lui non è esperto del tema (io voglio fare una tesi sull'inserimento lavorativo delle donne laureate). Non ho molto capito, quando gli ho detto che lavoro all'ufficio placement dell'I., la frase stupida che ha detto guardando complice la “sua” neo-laureata che era lì a ricevimento: «Ah, lavora per la concorrenza...». Ma sei, scemo?!
Poi ho incontrato per caso in laboratorio una mia amica che mi ha raccontato che dopo quasi un anno che si era messa d'accordo per una tesi, aveva stilato una scaletta insieme al relatore di turno, aveva iniziato a mettere insieme del materiale, questo le dice che deve cambiare argomento perché si è reso conto che quell'argomento l'aveva già fatto sviluppare in una tesi a un'altra persona. Bimbominkia, accorgertene prima?! Non prendere per il culo la gente è un optional?! A parte il fatto che uno stesso tema può essere indagato da mille prospettive. Mi dite, cazzo, questa gente che ha il privilegio impagabile di dedicarsi alla cultura e di poter far coincidere la passione con il lavoro come faccia ad essere così indifferente?! E non rompetemi i coglioni con il precariato accademico, che qui non c'entra un cazzo e difatti gli assistenti sono le persone migliori. Un professore ordinario di università che non ama il suo lavoro è un mostro. Punto.
Felici Ma Trimoni (vedi lo zio Capa)
Io sono una zitella,una rompicoglioni, una polemica e una snob. Bene. Una volta appurato ciò, è inquietante sentire ragazze della mia età discettare per ore di vestiti da sposa, rompere al fidanzato per spingere sulla data del matrimonio, gente che si sposa a diciannove anni e parla solo di “mio marito”. Perché non ci sono cazzi. Ci sono ambienti sociali – e geografici, purtroppo - in cui per la donna il matrimonio è ancora lo status da raggiungere, l'obiettivo di tutta una vita. E a me come fanno a non cadermi i coglioni? Ma non è che siano cazzi miei. Ci mancherebbe. E per favore non fraintendiamo: ci sono coppie sposate sui vent'anni bellissime, e che io stimo e ammiro profondamente. Ma che il matrimonio sia l'unica forma di auto-realizzazione, mi fa accapponare la pelle. Torniamo indietro di cinquant'anni, già che ci siamo, tanto...







Troooppo bella questa immagine!!! Tanti auguri di san Valentino a fioristi, ristoratori e aziende dolciarie ;-)