mercoledì, 03 dicembre 2008
erri2Una serata fantastica, uno spettacolo straordinario e intensissimo. Non dico altro: per saperne di più sull'unica data regionale dello spettacolo di Erri De Luca, "Provando in nome della madre", andato in scena martedì sera al Teatro Condominio di Gallarate, leggi la recensione sul Notiziario delle Associazioni. Con questo articolo ha inizio la mia piccola collaborazione con il Notiziario, un progetto sostenuto da FilmStudio '90 dedicato all'approfondimento e alla condivisione di notizie nel mondo del non profit, con uno sguardo attento anche alla cultura in provincia di Varese.
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martedì, 11 novembre 2008
GeppyGleijesesSabato sera sono andata al Teatro di Varese a vedermi Il giuoco delle parti di Pirandello, nella versione del Teatro Stabile di Calabria con Geppy Gleijeses (leggi l'intervista)... esaltazione pura!!!
Sicuramente una tra le commedie - anzi, tra le opere - più belle dello zio Gigi, un testo scarno ed essenziale in grado di ricreare tutto un mondo di idee (lo si può leggere integralmente qui).

Leone Gala è un uomo che ha fatto "il vuoto dentro di sé"
: ha accettato il tradimento della moglie con il suo migliore amico, le ha ridato piena libertà, le ha lasciato la casa. Indifferente, imperscrutabile, vive tra gli altri fingendo di non esserci e asseconda chiunque, ma dietro la sua maschera di imperturbabilità si nasconde un segreto: conosce il "giuoco delle parti". Dominando e imbrigliando passioni e sentimenti, si crogiola nel raffinato e crudele gioco della razionalità più lucida, la razionalità che gli permette di giocare con il suo ruolo sociale
: marito tradito, rispetta ogni formalismo con distacco, ormai disilluso su qualsiasi valore.

«Per salvarsi, bisogna sapersi difendere. Ma è una certa difesa... dirò, disperata, che tu forse non puoi neanche intendere».

Nell'indifferenza non ci può essere speranza, solo lucida consapevolezza, che esaspera Silia, passionale, piena di vita, insofferente, così diversa da Gala, che la soffoca con la sua assenza/presenza. La donna arriverà al punto da far precipitare gli eventi, facendo accettare a Gala un duello mortale per difendere il suo onore da un oltraggio. Gala, come sempre, accetta il duello, ma conosce il gioco della vita: a combattere e morire sarà, in un colpo di scena, proprio l'amante, Guido Venanzi.

«Contentarsi, non più di vivere per sé, ma di guardar vivere gli altri, e anche noi stessi, da fuori, per quel poco che pur si è costretti a vivere. ti compensa un godimento meraviglioso: il giuoco appunto dell'intelletto che ti chiarifica tutto il torbido dei sentimenti, che ti fissa in linee placide e precise tutto ciò che ti si muove dentro tumultuosamente».

Ad un testo portato in scena in modo fedelissimo - e non poteva essere altrimenti, in una commedia dove ogni parola è un senso prezioso - corrispondeva la grande bravura degli attori,
Gleijese-Gala per primo, e una scenografia essenziale, d'impatto, dal buio inquietante della camera piena di specchi in cui Silia si tormenta al bianco accecante e iper-razionale della casa di Gala.
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categoria:teatro
giovedì, 31 luglio 2008

theatreQuesto post nasce con l'illusione di arginare la mia perenne confusione mentale ed evitare di dimenticarmi che cosa voglio andare a vedere, visto che hanno presentato le stagioni teatrali dell'Apollonio (sul sito non è ancora pubblicata) e della Fondazione Culturale di Gallarate (c'è già tutto). Se siete a qualcuno di questi spettacoli battete un colpo :-)

Gallarate

8 novembre 2008. Kataklò, "Play" - Danza acrobatica (
vedi il video). Danzatori sospesi in equilibrio tra danza sport e poesia. Kataklò nasce per unire diverse discipline spettacolari, stupendo ed emozionando il pubblico da più di dieci anni.
Tutte cartoline d'autore: la perfezione parla attraverso il corpo dei danzatori, l'eleganza del movimento fa sì che una corsa diventi armoniosa danza, svelando un'entusiasmante alchimia tra l'energia dirompente del gesto atletico e la leggiadria del gesto ballato.

2 dicembre 2008. Erri De Luca, Provando "In nome della madre" - Prima regionale del
monologo libero adattamento del libro di Erri De Luca. «Il vento di Marzo l’avvolse e lasciò in lei un seme, in pochi minuti Miriàm da ragazzina diventa donna senza conoscere uomo». Erri De Luca, che ha lungo e da autodidatta  studiato l’yiddish e l’ebraico per tradurre la Bibbia, in questo libro è riuscito, da uomo non credente e soprattutto da uomo, a rendere la storia di Giuseppe e Maria con parole estremamente delicate e reali.

27 febbraio 2009. Ascanio Celestini, "Fabbrica" (
vedi il trailer). «La fabbrica è un mondo a parte e ci vuole una lingua diversa per poterlo raccontare». Dopo aver peggiorato la mia prospettiva depressiva + paranoia da call center guardando "Parole Sante" (vedi il trailer) ed essermi persa per un pelo "Scemo di guerra" il minimo è andarmi a vedere il mitico cantastorie in questo spettacolo che racconta cinquant'anni di storia italiana, costruito su lettere e incontri con gli operai che furono.

23 aprile 2008. Compagnia Teatrale Sinequanon in "Mucche ballerine". «Cosa sapremmo della guerra se a raccontarla fosse una mucca che ascolta il Trio Lescano?
Mucche ballerine è una storia alpina, che sa di fontina stagionata, resina di larici, latte appena munto e villaggi carbonizzati. E’ una storia d’amore e dinamite, partigiani e Radio Londra, incendi e rappresaglie, mucche scervellate, bipedi umani complicati e cani pastori un po’ fascisti»

Varese

7 novembre. Geppi Gleijeses in "Il giuoco delle parti" di Pirandello.

Un giorno tra il 20 e il 23 novembre 2008. Sessant'anni dei mitici Legnanesi
, che sono troppo dei grandi (vedi intervista, con la Mabilia che è svampita proprio come in scena!). Peccato solo che Wikipedia dica che recitano in dialetto insubre (ma de che?!).

Un giorno tra il 9 e l'11 dicembre. Mariangela Melato in "Sola me ne vo". La zia gioca sul filo dei ricordi della Milano creativa degli anni Sessanta, prima che venisse fagocitata dalla Milano-da-bere e la Milano-da-compere di oggi.

Un giorno tra il 17 e il 19 febbraio. Marco Paolini (che tra parentesi a Varese ha furoreggiato con "Il sergente" in "Miserabili - Io e Margaret Thatcher" in cui lo zio si immagina un dialogo con la Lady di ferro, tra globalizzazione e mercato.

8 marzo 2008. Marina De Juli in "Tutta casa, letto e chiesa". (testo di Dario Fo, anche se lui non lo posso vedere) per la festa della donna - tra parentesi tutte le ultime feste della donna me le sono passate a teatro, tra nugoli di donne feroci e sarcasmo anti-virile (vedi la mitica Finocchiaro di fronte a cui mi inchino, così alla mano che dopo due ore di monologo ha fatto l'autografo e la foto con me e la M. invece di mandarci al diavolo stremata com'era, e la simpatica Geppi).

20 marzo, Marco Travaglio in "Promemoria". Quindici anni di storia italiana ai confini della realtà, sette quadretti della farsa tragica che è la politica italiana.

Data imprecisata, l'Edipo Re di Franco Branciaroli (ovviamente l'unico spettacolo di cui non si sa la data è quello che se non lo vedo mi taglio tutte e due le mani).
«Alla violenza reciproca ovunque diffusa, il mito sostituisce la tremenda trasgressione di un individuo unico, Edipo, identificandolo come il responsabile per eccellenza delle sventure della città. Il suo ruolo è quello di un vero e proprio capro espiatorio umano: un solo colpevole, una sola vittima da sostituire a tutte le vittime potenziali per liberare gli uomini dal male, per guarire la città, per vincere la partita con la paura. E allora, come nel gioco degli scacchi, un pezzo deve essere sacrificato… ». A proposito, a chi interessa segnalo le "cartoline dalla tragedia greca" di Licenziamento del poeta, che son sempre molto fighe.
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categoria:teatro
domenica, 20 aprile 2008
Concessione_del_TelefonoInsomma, così così. Non mi ha convinto. Sono andata a vedermelo venerdì sera sotto una pioggia battente (del resto le condizioni atmosferiche non potevano che essere anormali, visto che avevo la macchina). E' un adattamento teatrale di "La concessione del telefono" di Camilleri, che io sinceramente non ho letto, ma dicono sia uno dei romanzi più divertenti dello zio isolano Andrea Caloggero.
In effetti gli attori erano molto bravi, i dialoghi brillanti e divertenti - il tutto in un divertente "sicilia-cano" - solo che la trama era davvero incasinata e francamente un po' pesante da seguire. Era una commedia degli equivoci, tutto nasce dalla richiesta di Pippo Genuardi di una linea telefonica, per poi dipanarsi in equivoci e casini paradossali, perciò un po' di complicazioni non potevano che esserci. Però c'era davvero una marea di personaggi e dopo un po' ci si perdeva... a mio parere se si tirava un po' meno per il lungo sarebbe stato tutto molto più brillante. Naturalmente non è stata certo un'impresa facile trasporre un romanzo già problematico di per sé... In ogni caso, bella l'idea di una scenografia di libri e faldoni che ti raccontano di un'Italia unita che sbarca in Sicilia a fine Ottocento, ma invece di portare soluzioni a problemi ti porta la sua elefantiaca burocrazia.

(Qui ci sono l'intervista e la recensione del cugino Gambirasio)
postato da: Sfabix alle ore 17:29 | Permalink | commenti (3)
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