martedì, 10 novembre 2009

(Inaugurazione a.a. 2009/2010 Università Commerciale Luigi Bocconi

Che dire. L'opinione di una che era lì con nel portafoglio il badge da impiegata dell'Insubria, il badge da studentessa della Statale e che aveva appena consegnato dei documenti per l'iscrizione a un master in Bocconi, forse non può che essere un po' aliena di base. Diciamo che la fidelizzazione è qualcosa che a livello accademico mi vien difficile, pare. La giornata stessa non è stata easy, avendo stimbrato alle 12.42 per prendere il treno delle 12.51 non si sa bene come e poi vagare di corsa per tutta Milano riuscendo a mangiare un panino solo sul treno di ritorno delle 19.

Direi, qualche flash sparso, tra luci e ombre e semplici ritratti:

- i problemi son gli stessi ovunque, anche se in forma diversa. Fuori dalla Bocconi, striscione disperato dei sindacati del personale tecnico-amministrativo "
Siamo ECCELLENZA anche noi". Eloquente. Del resto anche lì una posizione del placement lo volevano affidare a un co.pro. di un neo-laureato umanistico. Di una statale.

- l'ospite d'onore era
Pascal Lamy, direttore generale del WTO, ed era davvero lui. Alla luce di ciò le cinque camionette della polizia + una dei carabinieri + militari sparsi ma non in tenuta anti-sommossa appaiono misure da festa delle medie. La Moratti in seconda fila poteva fare Cappuccetto Rosso. In Statale a Scienze Politiche avrebbero dato fuoco a sei / sette macchine fuori dall'uni, occupato i palazzi circostanti nel raggio di 5 km e imbastito un rave no-stop in cortile. Come è lui? Freddo. Molto. Immagine rapace.

-
gli incravattati eran più "gli anziani" tra prof. e personale amministrativo (qui vive una fauna diversa dalla nostra statale: loro sembrano bancari tristi) che i giovani, non troppi fighetti ma tutti ragazzi/e e ragazzini/e più o meno compunti. Impressioni? Sempre estreme, dall'immagine del ragazzino privilegiato ma motivato a fare tutto il possibile per arrivare alla famosa "eccellenza" all'idea di vittime del sistema, che li spreme tutti ben bene per poi sputarli sul mercato del precariato, stage gratuito a vita, cambia solo l'ente promotore

- operazione di marketing colossale, la cartella distribuita a ciascun partecipante pesava cinque chili, con all'interno la stampa del discorso del rettore e una brochure patinata a colori piena di fotografie sugli eventi accorsi in Bocconi negli ultimi 12 mesi

- ottima impressione il discorso del rettore,
Guido Tabellini. In una parola: onesto. Ciò potrebbe apparire paradossale, anche alla luce del fatto che la loro prima rata ha prosciugato un terzo del mio conto in banca, ma ho apprezzato molto il tono del discorso e i contenuti sottolineati. Per intenderci: sembrava il direttore che fa un bel discorso sulla sua azienda e su quanto sono bravi, ma cerca di dimostrarlo con i risultati, appoggiandosi a slides di grafici e statistiche. Opinabili e markettare se si vuole, ma se non altro non c'era retorica, ma pragmatismo. E cazzo, vogliamo parlare della misurazione della produttività scientifica dei docenti? Non sto dicendo che non possa essere opinabile anche il metodo, basato sul numero di articoli pubblicati sulle principali riviste scientifiche, ma almeno è qualcosa

- non ci sono cazzi, per me che salto fuori dalla "
Capital of Padania" (ma non si sa in giro, vero?) l'atmosfera è realmente internazionale. E non solo per i 1.271 studenti stranieri a tempo pieno, e per l'inglese nei corridoi, ma per l'approccio generale allo studio e alla ricerca. E questo è un valore aggiunto a priori, perché ti abitua ad avere una prospettiva aperta e non provincialistica

- se nel 2009 ad Harvard hanno preso in postdoc un Ph.D della Bocconi, tendo a pensare che presumibilmente 
un motivo possa esserci 

-
sul palco, oltre ai sei relatori i docenti più di rilievo: cinquanta uomini (contati ad uno ad uno), due donne. Teste bianche e grigie, professoroni in pompa magna, testosteroni a manetta: è così ovunque ai piani alti, dalle università alle aziende, ai Parlamenti. Finirà mai? Una contaminazione è possibile? E non venitemi a dire che "la famiglia è al primo posto", a meno che siate disposti ad ammettere che la presenza / assenza dell'uomo è del tutto irrilevante nella crescita di un figlio, salvo giurare il contrario in sede di divorzio e affidamento. La verità è che è tutto così comodo: la donna lavora fuori casa (otto ore al giorno zero crescita professionale, l'asino porta il carico ma non ruba l'avena), dentro casa (due ore), poi ci sono i figli perché "la figura materna è fondamentale". Io finirò zitella incarognita, ma piuttosto che farmi sopraffare da uomini immeritevoli (anche il migliore tende ad esserlo: non è una questione individuale ma culturale), divento un trans con laurea e master. Pare che a Milano guadagnino tra gli 800 / 1000 euro al giorno, con o senza laurea... però se hai una laurea in Marketing puoi segmentare meglio il mercato di riferimento :-)

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categoria:milano, universitĂ 
sabato, 25 aprile 2009
Bello... per la tesi sto spulciando i siti di tutte le università italiane per vedere quali servizi di Job Placement offrono... a un certo punto mi becco la pagina di un'università intitolata "Il mondo del lavoro". Sottotitolo: 

Nuovi scenari, nuove prospettive, nuove tipologie contrattuali...

Ecco alcuni spunti per fare chiarezza ed affrontare i cambiamenti in atto con grinta ed energia!

e sotto una lista di libri utili...

Il primo si intitola
"Altieri G., Lavorare nei call center: un'analisi europea, Ediesse Roma 2002".

Incoraggiante.

postato da: Sfabix alle ore 15:48 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, attualitĂ , universitĂ